Dal 1988, anno del primo trapianto in un bambino di 6 anni affetto da Anemia di Fanconi, sono ormai più di 10.000 i trapianti di staminali del sangue del cordone ombelicale effettuati nel mondo.
Le patologie per cui più frequentemente si fa ricorso al trapianto di staminali cordonali sono quelle ematologiche, su tutte le leucemie (mieloide acuta, mieloide cronica, linfoide acuta), le talassemie, le anemie, i linfomi. Frequente è anche l’utilizzo delle staminali cordonali per il trattamento di gravi malattie metaboliche congenite quali il morbo di Gaucher, il morbo di Gunther, l’adrenoleucodistrofia, il morbo di Tay-Sachs, la malattia di Niemann-Pick e per la terapia di alcuni tumori solidi, quali il neuroblastoma ed il sarcoma di Ewing.
Oltre a queste malattie, la terapia con le cellule staminalisi sta progressivamente estendendo ad altre patologie. Sono attualmente in corso nel mondo trials clinici randomizzati in cui si sta sperimentando l’utilizzo delle staminali per la cura, tra l’altro, dell’infarto del miocardio, del diabete, del morbo di Crohn e dell’ischemia degli arti inferiori. (per maggiori informazioni potete visitare il sito governativo statunitense nel quale sono elencati e descritti tutti i trial clinici ufficiali: www.clinicaltrials.gov).
Il futuro
Secondo i dati provenienti dalla letteratura scientifica internazionale, le possibili applicazioni terapeutiche delle staminali sono destinate ad aumentare in modo esponenziale nel corso dei prossimi anni:
con l’ulteriore progresso della ricerca e della tecnologia, sarà probabilmente possibile curare con le cellule staminali numerose patologie considerate oggi inguaribili, quali la sclerosi multipla, l’insufficienza cardiaca cronica, l’insufficienza epatica, l’ictus, le lesioni del midollo spinale, il morbo di Parkinson, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (o morbo di Lou-Gehrig), il morbo di Alzheiemer, le patologie degenerative della retina (es. la retinite pigmentosa), della cornea e dell’apparato uditivo. Numerosi studi preclinici in modelli di animali hanno già fornito risultati confortanti per quanto riguarda il potenziale delle staminali nella cura di queste devastanti condizioni.
Terapia genetica: si prevede inoltre che le cellule staminali potranno essere utilizzate come “vettori” di geni sani (che andrebbero a sostituire quelli mutati) nella cura di gravie patologie monogeniche, quali ad esempio la Fibrosi cistica, la Fenilchetonuria, la Distrofia muscolare Duchenne e l’Emofilia A.
Un altro settore nel quale la terapia con cellule staminali potrebbe avere un grande impatto è, infine, quello della sostituzione di tessuti danneggiati da gravi ustioni, causticazioni, traumi e ferite.
ATTENZIONE: 1) il trapianto autologo non è al momento applicabile nella terapia di alcune patologie, come ad esempio in alcune anemie e nelle malattie metaboliche congenite, nelle quali è indicato il trapianto allogenico. 2) Come per ogni trapianto, il successo terapeutico dipende, oltre che dalle cellule staminali, anche da altri fattori, quali ad esempio le condizioni cliniche del paziente, il tipo di patologia e l’esperienza e la preparazione tecnica dell’equipe. 3) AssureImmune non è direttamente coinvolta nell’esecuzione di trapianti con cellule staminali, ma si limita al processamento ed alla crioconservazione di tali cellule. 4) AssureImmune non è in alcun modo coinvolta nella conservazione delle cellule staminali embrionali.